De Caesaris

Libretta di Antonio De Cesaris condannato a' ferri per otto anni nel Bagno penale borbonico di Pescara, 1850. (Archivio privato De Cesaris, b. 2, fasc. 8)

Il carteggio De Caesaris è stato depositato nel 1984 dal presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, prof Eliseo Marrone. Domenico ed il nipote Clemente, furono protagonisti dei moti del Risorgimento e legarono i loro nomi agli avvenimenti del 1814 e del 1837, noti come le sommosse di Città Sant'Angelo e di Penne. Domenico De Caesaris condannato ed esiliato fu costretto, per sottrarsi alle ricerche della polizia borbonica, alla clandestinità. Fuggito poi a Corfù incontrò i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, mentre Clemente, arrestato nel 1849, fu detenuto in diverse prigioni: Pescara, Brindisi e Nisida. La documentazione copre l'arco cronologico che va dal 1813 al 1887 ed è costituita da disposizioni per la gestione dei beni, da corrispondenza fra i vari membri della famiglia e dal carteggio in cui si descrive la vita carceraria. Nonostante il numero esiguo di documenti questi forniscono la chiave di lettura per comprendere, attraverso gli eventi politici che coinvolsero la famiglia De Caesaris, il sostrato culturale, politico e sociale da cui scaturì il risorgimento abruzzese.



Ultimo aggiornamento: 28/08/2026