Carte Palma

Manifesto per l'affitto del trappeto del soppresso monastero dei Carmelitani di Penne, 1809 (Archivio privato Palma, Serie I Aste pubbliche, b.6, fasc. 429, c.1)

Il fondo Palma, costituito da 10 buste (1564-1900), fu depositato presso l’Archivio di Stato di Pescara nel 1986 dal discendente della famiglia, dott. Nicola Palma. Il fondo comprende, oltre a una limitata documentazione di carattere familiare, un nucleo più consistente formato dalle carte prodotte dal Regio Economato e dall’Ufficio della Registratura e dei Demani.

I Palma ricoprirono incarichi pubblici dalla fine del XVIII secolo per tutto il XIX secolo. In particolare, Giampalma Palma esercitò la funzione di regio economo per Campli dal 1780 al 1806; il figlio Vincenzo fu dapprima ricevitore regio per il distretto di Penne, quindi verificatore e infine ispettore-controllore a Teramo.

La documentazione di maggiore interesse riguarda le carte della Ricevitoria. Compito del ricevitore era quello di riscuotere, per conto dello Stato, somme relative alla contribuzione fondiaria e al bollo. I diritti di registratura erano fissi e venivano corrisposti al momento della registrazione degli atti. La carta bollata era prescritta fin dal 1640 per gli atti giudiziari e per i contratti, pubblici e privati. Venduta dal ricevitore e distribuita dal Magazzino generale, l’intera materia relativa al bollo e alla registratura venne riordinata nel 1809, durante il regno di Gioacchino Murat. Successivamente, nel 1819, per evitare agli utenti lunghi e difficoltosi spostamenti, fu istituita una rete capillare di ricevitorie distribuite fino ai capoluoghi di circondario.

L’Amministrazione del registro e del bollo provvedeva inoltre alla riscossione di ulteriori entrate, tra cui diritti di cancelleria, multe, ammende e spese di giustizia.



Ultimo aggiornamento: 28/08/2026