Carte de Petris Fragianni

Pergamena pontificia del 1742 con bolla plumbea (Archivio privato De Petris Fraggianni, perg. n. 54)
I de Petris, ricchi feudatari originari di Pratola Peligna, possedettero feudi a Sulmona e Chieti. Nel XVII secolo Nunzio de Petris incaricò il figlio primogenito, Cipriano, di acquistare da Giuseppe Mattucci, signore di Tocco, il feudo di Castiglione alla Pescara, oggi Castiglione a Casauria.
Attraversato da un’importante arteria tratturale, il feudo di Castiglione costituiva una tappa obbligata per le greggi transumanti e fu pertanto oggetto di contesa fra le nobiltà locali che si succedettero nel territorio: dai Cantelmo ai d’Afflitto, fino ai Manucci. La comunità castiglionese chiese al nuovo feudatario il rispetto dei Capitoli civici, già stabiliti con i precedenti baroni, nonché l’osservanza delle antiche consuetudini. Il 7 gennaio 1621, con il trattato “Concordia con l’Università di Castiglione”, i de Petris stabilirono le norme feudali e la popolazione poté così manifestare le proprie esigenze riguardo alla pacifica gestione del territorio.
Nel Settecento la famiglia assunse il cognome de Petris-Fraggianni in seguito al matrimonio del barone Lorenzo con la marchesa Geldippe Fraggianni, appartenente ai nobili di Barletta, celebrato nel 1736. Alla prematura morte del fratello Saverio, Geldippe ereditò i beni della famiglia, che trasmise poi al primogenito don Pietro de Petris-Fraggianni.
Nel 1837 morì Nicola de Petris-Fraggianni, figlio di Pietro, ultimo feudatario di Castiglione a Casauria, che aveva amministrato il territorio anche dopo l’emanazione della legge sull’eversione della feudalità, proclamata da Giuseppe Bonaparte il 2 agosto 1806.
All’attività consultiva svolta dal marchese Nicola, in qualità di consigliere della Camera di Santa Chiara e di giurista, si deve la formazione dell’archivio.
La vasta attività fondiaria e agraria che contraddistinse la famiglia baronale è inoltre all’origine della produzione di un ingente patrimonio documentario di natura giuridica, contabile e agricola: elenchi di stabili rurali, frantoi, mulini, inventari di animali e attrezzature agricole e quant'altro attiene ad un profondo rinnovamento dell’imprenditorialità agricola della famiglia è documentata da un’ampia produzione archivistica. Di particolare rilievo risultano alcuni documenti relativi al periodo della Repubblica Napoletana del 1799, riguardanti Pietro de Petris, sovrintendente alla riscossione della decima nella provincia di Abruzzo Citra, nonché un brogliaccio del libro delle rivele utilizzato per la compilazione del catasto di Castiglione a Casauria del 1742.
L’archivio comprende inoltre un consistente fondo pergamenaceo, databile tra il 1466 e il 1625, relativo ai territori di Castiglione a Casauria, Pratola Peligna, Pentima, Popoli e altre località dell’Abruzzo e di Napoli. Tra le pergamene più antiche si segnala quella attestante un privilegio riguardante i Cantelmo di Popoli; tra le bolle pontificie merita particolare menzione quella di Benedetto XIV, munita di sigillo e datata 1742.
Nel 1980 morì a Pescara Nicola, ultimo marchese di Castiglione a Casauria, che aveva già avviato contatti con il Ministero per i beni culturali e ambientali per la vendita dell’archivio, costituito da 105 pergamene e 79 buste di documenti, datati tra il 1466 e il 1943. A seguito dell’acquisizione da parte dello Stato, il fondo fu consegnato all’Archivio di Stato di Pescara nel 1988.
Ultimo aggiornamento: 24/06/2026
