Archivio Notarile

Piantina allegata ad un atto del notaio De Matteis di Penne. Atti dei notai, b. 182, vol .4, c. 185r
La documentazione notarile conservata in Istituto consta di 330 buste relative agli anni 1555-1850 proveniente dall'Archivio di Stato di Teramo e comprende protocolli ed indici dei notai che hanno rogato nelle piazze poi incluse nell'odierna provincia di Pescara. Le scritture notarili, per la dovizia e la molteplicità degli argomenti trattati (dai contratti agli atti testamentari, dai capitoli matrimoniali ai prestiti e alle donazioni, dagli affitti alle compravendite di terreni o case) rappresentano un patrimonio documentario di grande valore storico.
Lo studio dei protocolli notarili costituisce una miniera di informazioni per chi intende approfondire i temi legati alla grande proprietà terriera, alle vicissitudini delle varie famiglie, alle consuetudini locali e alle tradizioni) elementi questi imprescindibili per ricostruire la vita sociale, economica ed amministrativa delle varie comunità.
Il fondo è consultato da studiosi impegnati in ricerche socio-economico e di storia del diritto, di carattere religioso o devoto, genealogiche e di storia della politica.
Negli antichi Stati come nelle Università, la manus publica del notaio conferiva publica fides agli atti amministrativi e di diritto pubblico e privato.
Nonostante la difficoltà nella lettura della complessa scrittura dei documenti - l'utente può comunque avvalersi dell'aiuto del funzionario di sala studio - è possibile ripercorrere, attraverso gli atti dei notai, lo svolgersi della vita quotidiana delle antiche e nobili famiglie, dei conventi, delle congregazioni di carità, dei personaggi famosi, ma anche le vicende dei cittadini meno abbienti.
Per lo stesso ambito di ricerche merita menzione anche il piccolo fondo del Giudice ai contratti (1542-1809): si tratta di 3 volumi, due dei quali con atti rogati a Penne (1542-1546), l'altro a Civitella Casanova (1798- 1809). La nascita di questa magistratura è molto antica e risale, per l'Italia meridionale, ad una prammatica del 1477 in cui venivano regolati gli orari e l'onorario da corrispondere sia ai notai che ai giudici ai contratti. Con decreto del 3 gennaio 1809 di Gioacchino Murat, che regolava l'istituzione del notariato, la magistratura fu abolita.
Ultimo aggiornamento: 28/08/2026
